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Le celebri grotte del Bue Marino, prendono il nome dall'appellativo sardo della
foca monaca (Monachus Albiventer), il raro mammifero che fino a pochi anni fà
si rifugiava nella grotta per portare alla luce i suoi cuccioli. Lo spettacolo
che si scopre all'interno è tanto meraviglioso quanto vario: le "stanze" che si
susseguono e che si osservano durante la visita offrono molteplici paesaggi tutti
caratterizzati da particolari giochi di luce e differenti formazioni carsiche.
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